Didjeridu

fototrio
Il sottoscritto, in primo piano, con due amici in un terzetto di didjeridu.
(...fortunatamente per voi l'audio non si sente ;-PPP)

Il didjeridu (amichevolmente didje) è uno strumento antico quanto l'uomo, fa da sempre parte delle antiche tradizioni australiane. Fondamentalmente è un tubo cavo messo in risonanza con la vibrazione delle labbra. I costosissimi didjeridu originali sono fatti in legno di eucalipto (scavato dalle termiti), ma viene comunemente usato anche il bambù stagionato come quello della foto (il bambù cinese è ancora  meglio perché il legno è più sottile e leggero). L'imboccatura può essere fatta di cera d'api modellata in modo da non far fuggire l'aria lateralmente, l'interno può essere trattato con olio vegetale per evitare l'assorbimento di umidità e la conseguente formazione di crepe.

Per suonare questo strumento occorre imparare un particolare tipo di respirazione circolare, in quanto per produrre un suono ininterrotto è necessario continuare a soffiare nella cavità anche durante l'inspirazione, usando la poca aria rimanente nelle guancie e nella gola.

Il suono del didjeridu è molto particolare, o si ama o si odia. C'è chi lo trova un "rumore monotono e fastidioso", e chi ne viene invece trasportato in un profondo rilassamento meditativo, soprattutto se ascoltato in un contesto adeguato. Se può essere interessante l'ascolto, lo è ancora di più il suonarlo, perché alla vibrazione partecipa tutto il corpo, e si trovano sempre nuove combinazioni armoniche (i nativi lo usano per imitare i versi degli animali o i suoni della natura). L'ascolto diviene particolarmente piacevole se il suono viene ritmato attraverso vocalizzi e l'utilizzo di strumenti a percussione.


decorazione